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Un'immagine dell'incontro

Radio Wilimowsky di Miljenko Jergovic

 

Presso il Palazzo della Camera di Commercio di Pordenone si è tenuto, domenica 23 settembre alle ore 11.30, l’incontro dedicato allo scrittore Miljenko Jergovic. Intervistato da Angelo Floramo, l’autore bosniaco-croato ha avuto l’occasione di approfondire i temi trattati nel suo ultimo libro, Radio Wilimowski. Il romanzo, ambientato agli inizi della seconda Guerra Mondiale, analizza le sensazioni che si provano poco prima di una guerra. Il lettore viene messo nella condizione di chiedersi come reagirebbe lui stesso se tale situazione si presentasse ora: ad esempio quale sarebbe la reazione generale se fossero istituiti dei campi di concentramento per gli immigrati? Come risponderebbero i Primi Ministri dei diversi Paesi di fronte ad un Hitler odierno?

Altro punto di vista approfondito da Jergovic è quello relativo alle lingue, in particolare quelle appartenenti al ceppo sovietico. E’ luogo comune pensare che le popolazioni che parlano queste lingue siano in grado di comprendersi tutte a vicenda; in realtà nel suo libro lo scrittore afferma esattamente il contrario. Inizialmente si pensa di capire quasi tutto, poi ci si accorge di capire solo in parte, fino a realizzare di non capire affatto. La questione della comprensione, ma soprattutto quella della non-comprensione, è un tema che Jergovic ha trovato decisamente affascinante.

Altro tema toccato dall’autore è quello dei sogni, rappresentati in questo caso dal figlio del professore in pensione: infatti, Jergovic dice di ritrovarsi in un certo senso nella vita del ragazzo in sedie a rotelle, che sogna di poter correre, così come lui sognava di volare durante la sua infanzia, di sentirsi “libero”.

Prima di lasciare l’incontro, lo scrittore ha voluto esprimere il suo punto di vista sulla complessa questione dell’essenza dell’uomo, dicendo che si tratta di una “sostanza” formata da ricordi e memorie; quando noi pensiamo alla morte, la paura che proviamo non è dovuta all’idea di perdere la nostra quotidianità, la vita di tutti i giorni, ma di perdere proprio i nostri ricordi, formati da momenti e persone.

Vesna Frangipane